1 dicembre 2010

Finire sulla prima pagina di Google.








Di questi tempi, si sa, riuscire a finire sulla prima pagina di Google per una determinata ricerca non è una cosa facile, soprattutto se la concorrenza è tanta e agguerrita. Penso solamente al caso di chi produce materassi a Sestri Levante (tanto per fare un esempio) e desidera farsi trovare dal potenziale cliente che va su Google e scrive "materassi a Sestri Levante". Sarà dunque determinante quello che Google gli riporterà.
Facile, diranno i mei lettori più esperti in materia: basta comprare le Adwords e si finisce là sui link sponsorizzati in alto e a destra della ricerca e il gioco è fatto. Ok, ma se non voglio spendere? E voglio finire su Google in maniera "organica" e "naturale"? A quel punto bisogna essere bravi e lavorare di olio di gomito e di SEO, Search Engine Optimization. Già ma come? Arricchendo di contenuti testuali e di keywords mirate il nostro sito o aprendo un blog che, in questo caso, parlerà di materassi. Ma questa è una storia lunga e prima o poi ci torneremo.

Adesso però, voglio riportarvi l'esempio reale (basta coi materassi) di una società di Cernusco sul Naviglio (ridente cittadina alle porte di Milano dove vivo e lavoro) che si occupa di web marketing, la Officina Idee.  L'ho scoperta perchè ho voluto fare la "prova Google" digitando nella finestrella magica la parola " web marketing cernusco sul naviglio". Fate la prova anche voi.
In prima pagina trovate il sito di Officina Idee. E' vero, a Cernusco sul Naviglio è probabile che il numero di società che si occupano di web marketing non sia elevatissimo come, per esempio, a Milano. Però finire in prima pagina non è comunque facile. Ma sapete qual è la cosa straordinaria? E' che il sito di Officina Idee è sviluppato interamente in flash, tecnologia che, notoriamente, viene completamente ignorata dagli spider di Google. E quindi chapeau agli sviluppatori della Officina Idee che pur avendo un sito poco indicizzabile sono riusciti comunque a finire ai primi posti del motore di ricerca. Ciò significa conoscere bene la materia e i segreti del mestiere.
Volete sapere qual è il trucco usato da Officina Idee? I casi sono due: o chiamate loro e glielo chiedete direttamente, o scrivete a me.

ps1: Officina Idee è così brava che sicuramente ci metterà davvero poco a scoprire questo post. Essendo concittadini e facendo, più o meno, lo stesso lavoro, ci sta che ci scappi una birra insieme. Nella piazza principale di Cernusco sul Naviglio, ovviamente.

ps2: anch'io, nel mio piccolo, qualcosa per finire nella prima pagina di Google l'ho fatto. Provate a cercare "art director" e guardate cosa esce.

28 novembre 2010

Ciao Enzo.


Oggi a Preci (Pg) sono stati celebrati i funerali di Enzo Baldoni a sei anni dalla sua morte avvenuta in Iraq. Sopra la tomba di Enzo a forma di balena, animale a cui era molto legato, sia per la mole che per l'agenzia di pubblicità da lui fondata (insieme a Maurizio Dal Borgo) che si chiamava (si chiama) Le balene colpiscono ancora. Sulla lapide una frase di Marguerite Yourcenar che finisce così: "Talvolta dico tra me e me che ho avuto la buona vita di un cane al sole con varie risse e qualche osso da rodere". (Foto da Repubblica.it)

26 novembre 2010

Pippi Calzelunghe compie 65 anni.

L'ho scoperto con il doodle odierno di Google.

20 novembre 2010

I funerali di Enzo Baldoni.









Oggi mi è arrivata questa mail:
Cari amici,
dopo sei lunghi anni è finalmente arrivato il momento di celebrare il funerale di Enzo.
Si terrà in Umbria, a Preci: sabato 27 novembre alle ore 14,00.
Molti di voi ricorderanno che in Aprile i resti erano arrivati a Roma dall'Iraq. Tra immotivate lungaggini di alcuni e colpevoli superficialità di altri, solo da pochi giorni abbiamo avuto conferma, attraverso degli esami indipendenti da noi commissionati, che si tratta di Enzo.
Non sorprendetevi se si svolgerà in chiesa. Certo, Enzo non era credente, come noi d’altra parte, ma aveva un profondo amore e rispetto per il suo babbo che farebbe molta fatica a pensare ad un altro tipo di cerimonia. Siamo anche noi profondamente convinti che sia la cosa giusta. E anche Enzo metterebbe il suo babbo al primo posto.
Non sarà il funerale che Enzo aveva descritto. Non ci sentiamo in animo di fare una festa in questa occasione. Sarà una cerimonia semplice: una cerimonia aperta a tutti quelli che avranno voglia di salutare Enzo insieme a noi.
Naturalmente sentitevi liberi di girare questa mail a tutte le persone che pensate possano essere interessate.
Un forte abbraccio,
Giusi, Gabriella e Guido Baldoni

Non fiori, ma un bonifico a Hope Onlus - IBAN IT69O0344001600000003300000 mettendo come causale "Enzo per Hope”.
Hope è un'associazione con cui Le Balene collaborano da tempo e che coltiva un'idea di pace in sintonia con quella di Enzo, fatta di tolleranza e di curiosità per l'altro.
In questo periodo è alla disperata ricerca di fondi per evitare la chiusura di un orfanatrofio a Seforis, vicino a Nazareth, che accoglie bambini dei diversi gruppi etnici presenti nella zona.
Io Enzo lo conoscevo bene e ci avevo pure fatto un freelance insieme, un quindicennio fa.

17 novembre 2010

Idee offline (4).

La nuova campagna per i cellulari AT&T.
Grande idea, anche se a me ricorda molto una campagna di un paio di decenni fa per gli orologi Lorenz della mitica STZ.















10 novembre 2010

Pietro Maestri lascia la direzione creativa di JWT.

Leggo su Affari Italiani:
Pietro Maestri lascia la direzione creativa di JWT. Lo comunica la stessa agenzia in una nota. "Sono stati anni entusiasmanti e a volte molto difficili, ma il bilancio per quanto mi riguarda è molto positivo", dichiara Maestri. "Ho lavorato in una struttura ricca di talenti e di persone umanamente fantastiche. Questa esperienza mi rimarrà sicuramente nel cuore e quindi auguro all’agenzia e a chi la anima ogni giorno un enorme in bocca al lupo".
In nove anni alla direzione creativa  JWT, Maestri ha conquistato 18 leoni a Cannes.
Io ho lavorato sei mesi con Pietro quando era direttore creativo alla Conquest. Sono stati sei mesi bellissimi.

9 novembre 2010

50 campagne pubblicitarie che oggi farebbero scandalo.

Le trovate qui. (via PierLuca Santoro)






Idee offline (3).

Campagna istituzionale per il rilancio de Il Messaggero, quotidiano di Roma.
Agenzia: LS&E Partners

6 novembre 2010

Idee offline (2).

La nuova campagna per le Leerdammer Special Toast.
Agenzia Y&R.

Idee offline (1).

La nuova campagna per il Piano di Prevenzione Edilizia.
Agenzia sconosciuta.

28 ottobre 2010

Investimenti pubblicitari: anche in Italia il web supera la carta.

Il dado è tratto (purtroppo o per fortuna?): in Italia, la pubblicità via web si appresta a superare quella della carta stampata (quotidiani e periodici presi singolarmente). Per il sorpasso sulla televisione c'è da aspettare ancora un po' (purtroppo o per fortuna?).

26 ottobre 2010

21 ottobre 2010

Il doodle di Google.

Oggi nasceva Dizzy Gillespie. Google lo celebra così.

20 ottobre 2010

Guardate attentamente queste fotografie.



















Le avete viste bene? Non sono fotografie, sono quadri dipinti ad olio.
Di Gregory Thielker.

15 ottobre 2010

Divertirsi con i Social Network.

Qualche troll ha creato la pagina Facebook di Ivan Bogdanov.

Operazione di marketing? Mah! Intanto però gli iscritti sono già oltre 15.000.

Carina la frase con cui il finto Ivan si presenta:
Missionario di pace, giro l'Europa in cerca di prati verdi dove poter cantare canzoni d'amore con i miei amici.
La vera notizia comunque sarebbe stata l’assenza di una pagina facebook sul “tifoso” del giorno.

12 ottobre 2010

La forza dei Social Network.

Gap dopo aver presentato il nuovo logo in rete dandolo in pasto ai Social Media di mezzo mondo, è tornato sui suoi passi e ha comunicato la decisione di tornare al buon vecchio logo.

Ringrazio Michele Boroni per averne parlato su FriendFeed.

18 settembre 2010

Il nuovo logo della città di Roma.



A me non piace. E a voi?

Vi lascio meditare per tutto il weekend.

15 settembre 2010

Gatorade ricorre ai Social Network per monitorare la web reputation.



Quando ho iniziato a fare questo lavoro, qualche annetto fa, ricordo che d'estate le pagine dei giornali sportivi erano tappezzate quotidianamente dalle campagne pubblicitarie di Gatorade con testimonials i vip del mondo dello sport.

Adesso i tempi sono cambiati. Leggete di seguito quanto riporta il sito Affari Italiani:

Pepsi punta sui social media per incrementare le vendite della bevanda Gatorade, da tre anni in calo. Per centrare l'obiettivo e strappare il dominio a Powerade (Coca Cola), il gruppo ha creato "Mission Control", un team che monitora 24 ore su 24 i post lasciati dagli utenti sulle pagine di Facebook, Twitter e altri siti. L'intento è capire come si parla sul web del prodotto mettendo così a punto strategie promozionali mirate.

3 settembre 2010

L'importanza del packaging.



Ho trovato un post interessante sul blog di Cristina Mariani. Ve lo ripropongo integralmente.

Riposizionare la carota? Sì, con il packaging

Si sa che i bambini non amano molto le verdure, eppure fanno bene. Ecco la brillante idea di un gruppo di agricoltori americani che si sono associati per creare un nuovo sistema per vendere le loro salubri carotine.

Anzichè insistere sul fatto che le carote sono nutrienti, fanno bene, ecc., la nuova confezione richiama quella delle patatine e degli snack: anche il sottotitolo "Eat them like junk food" (mangiale come il cibo-spazzatura) richiama esplicitamente le schifezze varie che i bambini amano tanto.

Questi sacchetti sono distribuiti nei distributori automatici collocati nelle scuole; anche da noi ho visto a volte dei cibi freschi (mele, uva) distribuiti in questo modo, ma sempre in tristissime e anonime confezioni trasparenti.

Con la soluzione qui presentata, invece, il ragazzino non teme di essere preso in giro dagli amici se viene "beccato" a mangiar sano: il sacchetto si camuffa benissimo in mezzo a quelli degli altri snack.

Riposizionare la carota da cibo sano a " simil- junk food" potrebbe essere ciò che fa decollare le vendite, e per far ciò la confezione è assolutamente indispensabile.

Insomma, il packaging è un'arma vincente (e spesso sottovalutata) per comunicare al meglio con il cliente; per far ciò, è utile conoscere bene il cliente-tipo a cui ci rivolgiamo (la buyer persona) e adeguare la confezione ai suoi gusti, desideri, abitudini.

Una delle molte conseguenze è che, se abbiamo diversi clienti-tipo, potrebbe essere necessario proporre confezioni diverse ad ognuno di esse.

Ancora una volta, quando dobbiamo prendere una decizione sul prodotto, pensiamo non tanto al prodotto quanto al cliente a cui lo vogliamo vendere.