Foto trovata qua.
26 marzo 2012
8 marzo 2012
24 febbraio 2012
Quanto mi manca Pirella.
Ecco la campagna pubblicitaria per l'ennesimo rilancio di XL, inserto mensile di Repubblica. A me non sembra niente di
trascendentale, creativamente parlando. Quante volte si è già visto un concept
di questo tipo? Il gruppo Espresso-Repubblica, ai tempi di Emanuele
Pirella, ci aveva abituato a cose ben più interessanti.
15 febbraio 2012
Soprattutto non è una trovata pubblicitaria.
Per la serie "le nuove frontiere del marketing", a un recente post è arrivato questo commento.
Vi terrò informati sull'andamento delle vendite degli zainetti.
Vi terrò informati sull'andamento delle vendite degli zainetti.
7 febbraio 2012
26 gennaio 2012
Il (primo) terremoto ai tempi di Twitter.
Terremoto del nord Italia del 25 gennaio 2012. Twitter si aggiudica la palma di sismografo ufficiale. E’ stato infatti il Social Network dei cinguettii a dare per primo la notizia del sisma. Grazie ai tweet degli internauti veneti che hanno subito cinguettato le loro paure qualche secondo dopo la prima scossa avvenuta alle o,30 circa del mattino. Io a quell’ora ero ancora alzato e avendo letto i tweet mi sono precipitato sui principali siti d’informazione nazionali ma tutto taceva. Repubblica, Corriere, Stampa. Silenzio. Ma anche il sito dell’Ansa era muto. Ecco una foto che documenta invece come Twitter sia stato tempestivo nel dare la notizia. A testimonianza di come, ormai, i Social Network stiano diventando il principale mezzo d’informazione sulla rete.
21 dicembre 2011
Il ritorno di Gavino Sanna.
Ieri, nel dorso milanese di Repubblica, mi ha fatto piacere scoprire una doppia pagina pubblicitaria delle Cantine Mesa.
Ricordo, per quanti non lo sapessero, che le Cantine Mesa sono di proprietà di Gavino Sanna.
Ingrandite la foto e guardate il design delle bottiglie e dell'etichetta. Poi guardate la font dell'head-line.
E' tornato Gavino, un grande. E visto che si parla di vini, è tornata anche la Milano da bere.
Almeno quella pubblicitaria.
Ricordo, per quanti non lo sapessero, che le Cantine Mesa sono di proprietà di Gavino Sanna.
Ingrandite la foto e guardate il design delle bottiglie e dell'etichetta. Poi guardate la font dell'head-line.
E' tornato Gavino, un grande. E visto che si parla di vini, è tornata anche la Milano da bere.
Almeno quella pubblicitaria.
13 dicembre 2011
La Home Page di Soleluna.com dopo la tragedia di Trieste.
Ecco come appare la Home Page del sito soleluna.com, il sito di Lorenzo Jovanotti, dopo la tragedia di ieri a Trieste in cui ha perso la vita Francesco Pinna, operaio di vent’anni.

24 novembre 2011
La casalinga di Valencia alle prese con i simbolini dei Social Network.
Questo post è la diretta conseguenza della lettura di quest’altro post trovato sul blog di Alessandro Cosimetti in cui si parla di un produttore spagnolo di latte, la Central Lechera Asturiana, che ha stampato sulle confezioni dei suoi prodotti la scritta: “Seguici su Facebook e Twitter”.
Così adesso la signora Carmen, casalinga di Valencia, farà ancora più confusione con quei simbolini. Però, forse, anzi quasi sicuramente, i suoi figli Pedro e Concita le spiegheranno tutto.
A proposito: potete seguire anche voi la Central Lechera Asturiana su Facebook e su Twitter.
Così adesso la signora Carmen, casalinga di Valencia, farà ancora più confusione con quei simbolini. Però, forse, anzi quasi sicuramente, i suoi figli Pedro e Concita le spiegheranno tutto.
A proposito: potete seguire anche voi la Central Lechera Asturiana su Facebook e su Twitter.
11 novembre 2011
9 novembre 2011
Una volta c'era il bianco e nero. Adesso c'è Twitter.
Complimenti a Ornella Vanoni.
Già la stimavo prima perché è una delle mie cantanti preferite, adesso poi che ho scoperto che è superattiva anche nei social network, la apprezzo ancora di più.
Ornella, infatti, il 2 novembre scorso ha aperto il suo account Twitter (foto sotto) e comunica spasmodicamente con i suoi follower (già 340 al momento in cui scrivo) come se fosse una ragazzina del liceo che sprizza euforia e tecnologia da tutti i tweet.
Non è facile tenere botta a tutti i fan che rispondono ad ogni cosa che scrivi. Lei ci riesce.
E’ vero che è passata solo una settimana dall’apertura dell’account, ma credo che Ornella riuscirà a conservare la freschezza e la cura dei contenuti che leggiamo in tutti i suoi cinguettii.
Tutti gli artisti dovrebbero interagire con i propri fan così come fa Ornella, perchè le nuove regole del mercato lo impongono. E questo non vale solo per una cantante, per un attore o per uno scrittore. Vale anche per tutti quelli che hanno un attività grazie alla quale si trovano a dover comunicare quotidianamente con i clienti (fan).
E adesso, il mercato, si svolge qui, sulla rete. E gli stand si chiamano Facebook, Twitter, YouTube, Blog etc.
E poi, sinceramente, Ornella in quella foto in bianco e nero è bellissima. In quella foto c’è tutta la Milano di una volta.
Ora basta, devo andare perchè ho un appuntamento.
Già la stimavo prima perché è una delle mie cantanti preferite, adesso poi che ho scoperto che è superattiva anche nei social network, la apprezzo ancora di più.
Ornella, infatti, il 2 novembre scorso ha aperto il suo account Twitter (foto sotto) e comunica spasmodicamente con i suoi follower (già 340 al momento in cui scrivo) come se fosse una ragazzina del liceo che sprizza euforia e tecnologia da tutti i tweet.
Non è facile tenere botta a tutti i fan che rispondono ad ogni cosa che scrivi. Lei ci riesce.
E’ vero che è passata solo una settimana dall’apertura dell’account, ma credo che Ornella riuscirà a conservare la freschezza e la cura dei contenuti che leggiamo in tutti i suoi cinguettii.
Tutti gli artisti dovrebbero interagire con i propri fan così come fa Ornella, perchè le nuove regole del mercato lo impongono. E questo non vale solo per una cantante, per un attore o per uno scrittore. Vale anche per tutti quelli che hanno un attività grazie alla quale si trovano a dover comunicare quotidianamente con i clienti (fan).
E adesso, il mercato, si svolge qui, sulla rete. E gli stand si chiamano Facebook, Twitter, YouTube, Blog etc.
E poi, sinceramente, Ornella in quella foto in bianco e nero è bellissima. In quella foto c’è tutta la Milano di una volta.
Ora basta, devo andare perchè ho un appuntamento.
8 novembre 2011
La morte di un'icona della Milano da bere.
Ma quanto tempo abbiamo perso, noi creativi delle vacche grasse, dietro a quei maledetti brainstorming? Tanto, troppo.
Giornate interminabili chiusi in sala riunioni a dire ciascuno la sua e litigare sulle virgole, mentre fuori scoppiava la Milano da bere.
Bene.
Sappiate che oggi il brainstorming è morto.
Giornate interminabili chiusi in sala riunioni a dire ciascuno la sua e litigare sulle virgole, mentre fuori scoppiava la Milano da bere.
Bene.
Sappiate che oggi il brainstorming è morto.
La campagna di rilancio di Leggo, firmata dalla Lorenzo Marini Group.
Ecco la campagna per il rilancio di Leggo, free press tabloid.
L'ha realizzata la Lorenzo Marini Group. E dalle pagine di BePubblicitario leggiamo le motivazioni che hanno generato la campagna:
L'ha realizzata la Lorenzo Marini Group. E dalle pagine di BePubblicitario leggiamo le motivazioni che hanno generato la campagna:
Secondo Lorenzo Marini Group, la nuova campagna Leggo rappresenta un taglio nuovo. Dal direttore creativo Nicoletta Cocchi, la nuova campagna multisoggetto sui mezzi classici come stampa e radio promuove da novembre un giornale Leggo che diventa parte di tutti i lettori proprio come un abito su misura. Anche maxi affissioni, il web, eventi e azioni tattiche presentano il nuovo concept creativo e la nuova identità del quotidiano che si firma “Leggo. The Social Press.”E' aperta la discussione.
Da oggi anche i lettori, non solo i giornalisti, i protagonisti della trasmissione delle notizie che tramite le proprie opinioni potranno dare il loro apporto.
Realizzati con carta Leggo, gli abiti della campagna sono stati creati dalla stilista Gentucca Bini. Gli scatti sono del fotografo Lucio Gelsi.
21 ottobre 2011
Campagne che vorrei aver fatto io.
E' della McCann Worldgroup ed è stata ideata da Gaetano Del Pizzo (art e creative director) e Francesca Pagliarini (copy) , con la direzione creativa esecutiva di Alex Brunori.
Complimenti. Secondo me piace anche a lui.
Complimenti. Secondo me piace anche a lui.
19 ottobre 2011
Tutti a comprare il nuovo libro su Daniele Cima.
Non è un ordine, è un consiglio.
L'uscita di un nuovo libro, qualsiasi libro, è sempre una bella notizia.
Se poi il libro parla di Daniele Cima, probabilmente il più bravo art director italiano vivente, è una gioia infinita.
E vi prego di non pensare che questo post sia una pratica di adulazione nei confronti di Daniele.
Daniele stesso sa che non lo è. Chiedeteglielo se lo conoscete. E se non lo conoscete, fidatevi.
Ho sempre stimato Daniele fin da quando ho iniziato a fare il mestiere di art director, ai tempi lui era direttore creativo alla Pubblimarket, agenzia emergente dell'epoca, che schierava tra le sue fila gente come Renata Prevost, Elio Bronzino, Felix Humm, Pierluigi Barbieri, Silvia Erzegovesi, Pierluigi Bachi e altri. Non me ne vogliano i non menzionati in questo post.
Ho conosciuto personalmente Daniele quando lui era direttore cretativo alla J. W. Thompson, nella gloriosa sede di via Durini al numero 1. Fu un colloquio devastante, nel senso positivo del termine. Gli chiesi: "Daniele, sto per sposarmi, dici che questo che faccio potrà essere il mestiere che farò per tutta la vita?". E lui rispose: "Secondo me sì". Aveva più o meno indovinato.
Il libro si chiama semplicemente Daniele Cima Art Director e ripercorre i suoi 40 anni di professione. E' un volume che contiene i lavori pubblicitari di Daniele più noti e premiati, ma anche quelli più recenti e meno conosciuti o, seppur conosciuti, non notoriamente attribuiti a lui.
Ma la vera sorpresa del libro è una serie di opere – tutte rigorosamente su carta, di carta e per la carta – d’arte, di graphic design, type design, packaging, e grafica d’autore che Daniele ha sviluppato e portato avanti in parallelo in questi anni per buona parte del suo percorso artistico.
E come spiega l'editore del libro nel comunicato stampa: "queste due anime di Daniele si incontrano, si contaminano, si ispirano a vicenda, regalando alla definizione “art direction” una dimensione molto più ampia e sfaccettata, della quale la stessa veste grafica del volume è un ottimo esempio."
Il volume (38,00 € ) è ordinabile per e-mail a chimera.editore@tiscali.it (spese di spedizione a carico dell'editore).
Il formato è 24,8 x 27,5 cm, 216 pagine,178 immagini.
Buona lettura. Anzi, buona visione.
Update: pubblico un commento che è arrivato in calce a questo post:
Update 2: mi comunicano che Silvia Erzegovesi non ha nulla a che fare con la Pubblicmarket: ha lavorato sì con Daniele Cima, ma anni dopo in Troost C.E. Mi sono dimenticato invece del vero copywriter che lavorava con Pierluigi Bachi che si chiamava Sandra Del Borgo.
Se poi il libro parla di Daniele Cima, probabilmente il più bravo art director italiano vivente, è una gioia infinita.
E vi prego di non pensare che questo post sia una pratica di adulazione nei confronti di Daniele.
Daniele stesso sa che non lo è. Chiedeteglielo se lo conoscete. E se non lo conoscete, fidatevi.
Ho sempre stimato Daniele fin da quando ho iniziato a fare il mestiere di art director, ai tempi lui era direttore creativo alla Pubblimarket, agenzia emergente dell'epoca, che schierava tra le sue fila gente come Renata Prevost, Elio Bronzino, Felix Humm, Pierluigi Barbieri, Silvia Erzegovesi, Pierluigi Bachi e altri. Non me ne vogliano i non menzionati in questo post.
Ho conosciuto personalmente Daniele quando lui era direttore cretativo alla J. W. Thompson, nella gloriosa sede di via Durini al numero 1. Fu un colloquio devastante, nel senso positivo del termine. Gli chiesi: "Daniele, sto per sposarmi, dici che questo che faccio potrà essere il mestiere che farò per tutta la vita?". E lui rispose: "Secondo me sì". Aveva più o meno indovinato.
Il libro si chiama semplicemente Daniele Cima Art Director e ripercorre i suoi 40 anni di professione. E' un volume che contiene i lavori pubblicitari di Daniele più noti e premiati, ma anche quelli più recenti e meno conosciuti o, seppur conosciuti, non notoriamente attribuiti a lui.
Ma la vera sorpresa del libro è una serie di opere – tutte rigorosamente su carta, di carta e per la carta – d’arte, di graphic design, type design, packaging, e grafica d’autore che Daniele ha sviluppato e portato avanti in parallelo in questi anni per buona parte del suo percorso artistico.
E come spiega l'editore del libro nel comunicato stampa: "queste due anime di Daniele si incontrano, si contaminano, si ispirano a vicenda, regalando alla definizione “art direction” una dimensione molto più ampia e sfaccettata, della quale la stessa veste grafica del volume è un ottimo esempio."
Il volume (38,00 € ) è ordinabile per e-mail a chimera.editore@tiscali.it (spese di spedizione a carico dell'editore).
Il formato è 24,8 x 27,5 cm, 216 pagine,178 immagini.
Buona lettura. Anzi, buona visione.
Update: pubblico un commento che è arrivato in calce a questo post:
Tra i creativi della Pubblimarket ti sei dimenticato di Daniele Ravenna, che come copy bagnava il naso a tutti, e il suo art. Se non ricordo male, si chiama Moschin o Moschini.Mi scuso con Daniele Ravenna e con il suo art, che creo si chiamasse Moschini. Del resto sapevo che avrei dimenticato qualcuno...
Tutt'e due amavano regalarsi due o tre mesi all'anno per fare grandi viaggi.
Update 2: mi comunicano che Silvia Erzegovesi non ha nulla a che fare con la Pubblicmarket: ha lavorato sì con Daniele Cima, ma anni dopo in Troost C.E. Mi sono dimenticato invece del vero copywriter che lavorava con Pierluigi Bachi che si chiamava Sandra Del Borgo.
6 ottobre 2011
16 settembre 2011
2 settembre 2011
Sotto il casco con l'iPad.
IPad dal parrucchiere? Lo ha proposto Look Center con la collaborazione di Vaol: iPad e collegamento WiFi per l'attesa dei clienti.
A me piace.















