8 settembre 2009

Rischialutto.



Mike Bongiorno 1924-2009.


ps: chi di voi (parlo ai quarantenni) non aveva in casa questo gioco alzi la mano.

7 settembre 2009

Sofia nel paese delle meraviglie.







Oggi ho portato Sofia al nuovo Apple Store che hanno inaugurato ieri al Centro Commerciale Carosello di Carugate. Il risultato: non riuscivo più a portarla via (seconda e terza foto).

Per la cronaca, ieri al primo giorno ufficiale c'erano duemila persone in coda, tra cui molta gente che si era accampata col sacco a pelo dal giorno prima e proveniente da tutta Italia.

Tutta colpa di Steve Jobs.

6 agosto 2009

Blog rimandato a settembre.



Buone vacanze a tutti.

Vi lascio con la foto del primissimo motore di ricerca. Risale agli anni 50.

Ciao!

4 agosto 2009

29 luglio 2009

Tutti su Twitter: il governo inglese educa i ministri al social networking.

Bell'articolo su Twitter oggi sul sito de La Stampa.

Lo trovate qui.

24 luglio 2009

Addio cartacei. E' il web bellezza.

Riporto qui la versione integrale di un articolo apparso sul sito Affari Italiani:

All'atmosfera cimiteriale del cartaceo corrisponde il mondo del web in tumultuoso cambiamento e crescita, dove sempre di più si addensano i lettori che disertano le edicole.


Periodicamente ci occupiamo di cosa succede sulla rete e ai giornali cartacei. E sempre più queste esercizio assomiglia a una specie di countdown. Come medici impotenti non possiamo che registrare ad ogni check up lo stato sempre più terminale del malato, assistendo ad un declino ineluttabile.

I dati Ads di Aprile sulle vendita dei quotidiani somigliano a un bollettino di guerra con morti e feriti: il Corriere perde oltre 62mila copie rispetto allo stesso mese del 2008 (-9,5%), Repubblica ne lascia sul campo oltre 100mila ( -16,3%), il Sole 24 Ore perde 15mila copie, mentre gli utili netti dell'Espresso sono precipitati vicino allo zero. Non va meglio ai giornali gratuiti, segno che non è il prezzo il problema ma il formato cartaceo, e infatti è in agitazione la redazione del free press Metro, prossimo a essere venduto.

All'atmosfera cimiteriale del cartaceo corrisponde il mondo del web in tumultuoso cambiamento e crescita, dove sempre di più si addensano i lettori che disertano le edicole. È ovviamente internet il becchino che sta seppellendo i giornali cartacei, aggiungendo ogni giorno una pala di terra alla fossa in cui la rete li ha relegati. Una generosa manciata di terra arriva ora dall'integrazione tra le rete e i telefonini, come nel caso di Affari Italiani che compare tra i canali top di Peoplesound, il social network per cellulari.

Potrebbe essere il colpo di grazia, o comunque un colpo durissimo per chi pensa che il cuore dell'informazione stia presso indirizzi civici (via Solferino, via Colombo, Viale Monte Rosa), mentre a breve gli unici indirizzi che conteranno saranno solo quelli che cominciano con www.

Fonte: Affari Italiani - Giuseppe Morello

20 luglio 2009

Un sapone di carattere.



Fonte: SwissMiss

Il titolo del post però è mio.

15 luglio 2009

Non trova un editore per il suo romanzo: lo pubblica su Twitter a puntate di 140 battute.

Non riesce a trovare un editore disposto a pubblicare il suo romanzo e decide di lanciarlo a puntate su Twitter. L'idea è dello scrittore americano Matt Stewart, che ha già cominciato a pubblicare 140 battute alla volta (il massimo concesso dal celebre network di micro-blogging) il suo "The French Revolution" in occasione della festa della Bastiglia.

"A quanto so, sono il primo a pubblicare un libro su Twitter", ha commentato lo scrittore sul suo sito.

Fonte: Affaritaliani.it

7 luglio 2009

Aujourd'hui maman est morte.



Aujourd'hui maman est morte: è l'inizio de Lo straniero di Camus. Ed è stato l'inizio della mia giornata.

Ciao mamma.

6 luglio 2009

Auto pubblicità.



La vetrina di un negozio di scarpe nel centro di Cantù.

(Dal blog di Alessandro Polli)

Un corso da non perdere.



Sono aperte le iscrizioni al Seminario SEO e Web Analytics di Perugia del 2 e 3 Ottobre 2009.

Si svolgerà in Umbria la seconda tappa del seminario SEO e Web Analytics di OnWeb, che ha riscosso grande successo in Sicilia: addetti ai lavori e non, hanno potuto approfondire i temi caldi del SEO, in una full immersion di 2 giorni.

Maggiori informazioni ed iscrizioni sul sito: www.logicamente.org

30 giugno 2009

Auto pubblicità.



Quando non si ha bisogno di un'agenzia.

Foto di Michele Ficara.

29 giugno 2009

Un team di grafici e di strateghi della comunicazione.



Per arrivare a sfornare il logo che vedete qui sopra.

E' una cosa inaudita. E pensare che la Brambilla parla di un "team di grafici e strateghi della comunicazione". Per arrivare a questa stronzata? E' un po' come se il ministro del turismo del Perù mi chiamasse e mi chiedesse di studiargli un nome e un logo per lo sviluppo del turismo peruviano nel mondo. Io prendo il brief ci lavoro un mesetto e poi torno da lui e gli presento un logo con scritto PERU' con un nastro con i colori della bandiera che gli gira intorno.

E' inaudito.

26 giugno 2009

I top CEO americani non usano blog e social network.

Riprendo questo post di Luca Conti trovato sul blog che cura sul sito del Sole 24 Ore.

Gli amministratori delle prime 100 aziende americane per la classifica di Fortune non usano i social media. Questo è quanto emerge dalla ricerca effettuata dal blog Uberceo, ripreso da Reuters.

Nessuno ha un blog, 13 hanno un profilo su LinkedIn, 19 ne hanno uno su Facebook e solo 2 hanno un account aperto su Twitter. Tre quarti di essi hanno una pagina a loro dedicata su Wikipedia, ma nella gran parte dei casi le informazioni non sono aggiornate.

25 giugno 2009

23 giugno 2009

Dal nostro inviato su Twitter.



Da Teheran si comunica solo con i social networking. Facciamocene una ragione: il futuro è proprio lì.

Dopo le 10 domande a Berlusconi, le 10 domande ai pubblicitari.

Riporto direttamente dal blog di Grazia:

Sono certa che almeno una volta nella vita vi sarete fatti queste domande.
Ancor meglio sarebbe stato poterle fare ai diretti interessati.
Be’, io non ho le risposte - sono ancora troppo novizia dell’ambiente – ma chissà che, pubblicandole sul blog di Grazia, non si faccia avanti qualche pubblicitario professionista per illuminarci.

1) Perché per promuovere prodotti antietà/dimagranti vengono scelte sempre modelle ventenni che evidentemente non hanno alcuna natura umana (la forza di gravità non ha effetto su di loro, il sole in picchiata sul viso non fa scoprire segni di imperfezioni, “sono gonfia” significa portare la 42)?

2) Perché le mamme hanno pochi più anni dei presunti figli, rendendo fisiologicamente impossibile il loro essere genitrici?

3) Perché in quei giorni dovrei avere voglia di fiondarmi da un aereo, fare la ruota per dimostrare di essere una conduttrice, prendere il treno e mettere l’assorbente sui bocchettoni d’areazione? Cioè, vi rendete conto che la vostra conoscenza in fatto di donne…

4) Vi trovate credibili quando dipingete la famiglia gaudiosa e sorridente alle 7 del mattino, con i pigiami belli stirati, i capelli ben pettinati e manco l’ombra di un’occhiaia?

5) Quando smetterete di storpiarmi le mie canzoni preferite? Per colpa vostra non le posso più sentire!

6) E’ proprio necessario parlarmi di lassativi mentre sto mangiando?

7) Ma quelle scritte piccole-piccole che scorrono veloci-veloci mentre nella pubblicità mi state vendendo un’ “offerta eccezionalmente vantaggiosa” (vi ho sentiti, dicevate proprio così)… Non saranno mica una fregatura, vero?!

8) Perché continuare a parlare di bifidus se nessuno studio ha mai dimostrato i suoi poteri regolarizzanti? E come mai questo batterio ha un nome diverso in ogni stato?

9) Quanti soldi sprecate per ogni superstar hollywoodiana che viene a farsi la sua comparsata di pochi secondi? Darli a me quei soldi, no eh?!

10) Seriamente: quale mente può partorire uno scoiattolo petante per promuovere un chewing-gum?

13 giugno 2009

Indovinate dove soffia il vento degli investimenti pubblicitari?



Le ultime due righe di questo articolo la dicono lunga su dove sta andando il mercato degli investimenti pubblicitari. Buona lettura.

Nei primi quattro mesi dell'anno gli investimenti pubblicitari ammontano a 2.860 milioni, con una diminuzione del 18% rispetto al corrispondente periodo del 2008. Sono i numeri che emergono dall'analisi di Nielsen.
In particolare, ad aprile, su base annua, gli investimenti sono crollati del 17,4%. Wind, Vodafone, Ferrero, Volkswagen, Unilever, Barilla, Procter&Gamble, Danone, Fiat Div. Fiat Auto e L'Oreal sono i top spender dei primi quattro mesi con 390,7 milioni euro, il 13,4% in meno del corrispondente periodo del 2008. Di queste dieci aziende soltanto tre hanno incrementato gli investimenti rispetto all'anno scorso, mentre la maggior parte li ha ridotti di oltre il 20%.

L'analisi dei mezzi mostra per la televisione, considerando sia i canali generalisti che quelli satellitari (marchi Sky e Fox), una flessione gennaio-aprile sullo stesso periodo del 2008 del 15,3% e sul singolo mese di aprile del 15,1%.
La stampa, nel suo complesso, da gennaio ha un calo del 25,6%. I periodici diminuiscono del 29,5% con l'abbigliamento a -29,2%, la cura persona a -27,6% e l'abitazione a -26,8%. I quotidiani a pagamento mostrano una flessione del 22,7% con l'automobile e l'abbigliamento, i due settori più importanti, che riducono gli investimenti rispettivamente del 36,6% e del 31,5%. In controtendenza il settore abitazione che supera i 20 milioni con una crescita sul quadrimestre dell'8,4%, grazie alle performance realizzate a febbraio e, soprattutto, a marzo. A livello di tipologie, frena la commerciale nazionale (-26,7%), ma sono in calo anche la locale (-17,8%) e la rubricata/di servizio (-19,4%). In contrazione la raccolta dei quotidiani free/pay press (-29%).

La radio diminuisce del 19,2% nel quadrimestre e del 16,9% nel confronto mensile. Tra i settori in positivo nel mese di aprile 2009 si evidenziano: auto, distribuzione e tlc. Fanno registrare variazioni negative affissioni (-33,4%), cinema (-21,9%), cards (-27,2%) e direct mail (-17,4%).

Performance, invece, positiva per internet che cresce del +6,7% superando i 188 milioni.

Fonte: affaritaliani.it

9 giugno 2009

Se poteva fà de mejo.



Uso il romanesco per commentare l'ultimo spreco di soldi del governo per lanciare il made in Italy nel mondo: il logo Magic Italy sfornato caldo caldo dal team di grafici del premier.

Forme di comunicazione.



Annuncio apparso davanti alla sede di Leo Burnett Milano.

Fonte: Roberto Venturini

7 giugno 2009

Twitter sulla copertina di Time.



Questa sì che è una notizia. Altro che Noemi...

Qui il pezzo sul Time.

5 giugno 2009

4 giugno 2009

Google lancia Squared, il motore di ricerca intelligente.



Da Repubblica.it:

Nella corsa ai motori di ricerca "intelligenti", in grado di rispondere alle nostre domande con dati sempre più organizzati e modulari, Google rilancia e presenta "Squared". Il nuovo servizio del gigante di Mountain View è online da oggi: uno strumento potente capace di generare tabelle in base alla chiave di ricerca digitata dall'utente.

Continua qui.

25 maggio 2009

Web2.0 e Webmarketing: come cambia il lavoro delle agenzie di pubblicità.



Dal sito: blogs4biz.libero.it


Con l’avvento del web2.0 “il nostro lavoro è sicuramente cambiato e, sino ad ora, è cambiato in peggio”. A parlare è Fiorella Pini, direttore generale dell’advertising agency internazionale Dentsu. L’occasione è il panel che ho avuto il piacere di moderare lo scorso 12 maggio all’Omnicom 2009 e al quale partecipavano come ospiti anche Carlo Marchini (responsabile Google Enterprise), Marco Stancati (Docente di Comunicazione interna e di Pianificazione dei Media, Università La Sapienza), Stefano Epifani (Professore di Organizzazione e Gestione della Comunicazione Interattiva Università La Sapienza) e Marco Camisani Calzolari (Esperto di Marketing e comunicazione digitale).
“Prima operare era molto più semplice perché si andava dalle aziende con un ventaglio di proposte chiaro, definito e codificato”. Oggi invece assistiamo al rapido affermarsi di nuovi strumenti di comunicazione per i quali mancano ancora precisi paradigmi di applicazione (e di misurazione dei risultati) da sottoporre al cliente. Cliente che la Pini inquadra in due principali tipologie: la prima ignora quali siano e come funzionino i nuovi strumenti e quindi necessita formazione da zero prima ancora di poter passare a qualsiasi proposta operativa; la seconda è invece quella che di web2.0 ha almeno sentito parlare ma “pur essendo genuinamente attratta da nuovi modi di raggiungere il proprio target, non ha ancora chiaro cosa significhi realmente averci a che fare”.
Quello che più mi ha colpito dell’intervento di Fiorella Pini è che, diversamente da molti suoi colleghi, non respinge bollando come moda la rivoluzione in atto. Piuttosto individua con lucidità uno dei principali problemi: il cambiamento in corso non sarà gestibile finché l’innovazione non riuscirà a permeare il sistema, dando così agli operatori di settore la possibilità di “creare nuovi codici di comunicazione”. Perché questo possa accadere, bisognerà aspettare anche che i cosiddetti digital natives entrino a lavorare nelle aziende, portando in dote la loro capacità di usare in modo istintivo e sistematico le nuove tecnologie. Fino ad allora, l’adozione in azienda di progetti di nuova comunicazione sarà ancora demandate “all’iniziativa di singoli personaggi illuminati e dotati di potere decisionale” che però agiscono in un contesto mediamente refrattario, mentre il ruolo dell’advertising agency rimarrà sospeso fra incudine e martello.
Insomma, oggi più che mai - ci ricorda il direttore generale di Dentsu - la differenza nelle aziende la fanno le persone e non le tecnologie. A conferma di ciò basti ricordare che le iniziative di comunicazione e marketing 2.0 di maggior successo (se si escludono i soliti Google, Facebook, ecc.), vengono da aziende che tecnologiche non sono come Adidas, Nike, Fiat, Coca Cola.
Un intervento critico e lontano dai consueti toni celebratori con cui si parla di web2.0 in ambito business che proprio perciò risulta prezioso, poiché sottolinea e conferma come la rivoluzione nei rapporti tra azienda e consumatori sia tutt’ora in corso ed anzi nel pieno del suo svolgimento.

22 maggio 2009

Papebook.



Interessante pezzo di Gianluca Nicoletti oggi sulla Stampa a commento della decisione di Papa Ratzinger di approdare su Facebook.

18 maggio 2009

Il cimitero del Web 2.



Con le crocette i Social Network che sono falliti negli ultimi mesi.

Fonte: meish.org

13 maggio 2009

La nuova campagna Ferrarelle: liscia, gassata o bella?



Direi bella.

Anche perchè dietro c'è lo zampino del mio amico Daniele Ravenna, copy della campagna firmata Euro RSCG.

E' online il nuovo sito dell'ADCI.

Decisamente meglio di prima.
Più Web 2.O, per intenderci.

La Rivista che Vorrei incontra Pasquale Barbella.



La Rivista che Vorrei incontra Pasquale Barbella. Un'occasione imperdibile.

6 maggio 2009

La dura vita del blogger.

Ecco la lista dei dieci Stati peggiori per chi volesse aprire un blog.

I web-commercianti scoprono la pubblicità su Facebook e Twitter.

Prima o poi doveva accadere.

4 maggio 2009

Già passata la Twittermania?



Twitter non convice 6 utenti su 10.
Uno studio di Nielsen Online dimostra come gli utenti siano molto più fedeli a Facebook e MySpace.


di Luca Figini

Tutti pazzi per i social network... o quasi. Questo genere di community stanno spopolando e tutti provano a cimentarsi nella creazione del loro profilo. Ma dopo un mese di appassionante (o quasi) socializzazione virtuale, quanti rimangono fedeli alla comunità prescelta? Ci ha pensato Nielsen Online a misurare il tasso di abbandono dopo quattro settimane.

E stupisce il risultato: il 60% degli iscritti a Twitter smettono di utilizzarlo dopo un mese circa dall'iscrizione. Una debacle se confrontata a Facebook e MySpace. Solo 4 utenti su 10 se ne vanno alla quarta settimana di utilizzo. Eppure non mancano gli stimoli a collegarsi a Twitter: recentemente, alcuni personaggi televisivi statunitensi hanno invitato gli americani a raggiungerli su questo social network. Prima di questo appello, Twitter tratteneva solo il 30 per cento degli utenti iscritti il mese precedente. Probabilmente è proprio il metodo di interazione offerto da questo sito a non soddisfare appieno; oppure in Facebook e MySpace convince la logica "voyeristica".

Difficile stabilire le ragioni, fatto sta che in quattro settimane la voglia di utilizzare Twitter decresce in modo costante. Almeno stando agli studi eseguiti da Nielsen Online. Nonostante il successo di Facebook e MySpace, a Twitter va dato il merito di avere "contaminato" in qualche modo questi altri due social network con alcune funzioni e metodi di organizzazione dei commenti. A questo punto va capito come si dipanerà la situazione.

Secondo alcuni analisti, Twitter è stata una meteora: deve evolversi altrimenti è destinato a cedere il passo nei confronti delle alternative più agguerrite. Però anche Facebook è considerata una moda momentanea, nonostante gli impressionanti risultati in fatto di numero di utenti registrati (in aumento costante) e di fedeltà. MySpace sarebbe il futuro del social networking: e se lo dice il suo amministratore delegato, forse vale la pena di dubitarne un po'.

Tutta questa vicenda lascia spazio a una sola considerazione. Questi siti, che apparentemente sono uno svago per molti utenti, sono in realtà in competizione tra loro per conquistare sempre maggiore audience. Il motivo? Sempre e solo uno: migliorare i conti economici mediante la pubblicità. Dunque, via alla sui numeri.

cellulare-magazine.it

30 aprile 2009

Ponte del primo maggio a Pontremoli. Tappa obbligatoria: le frittelle di baccalà di Bacciottini.





Vado tre giorni a Pontremoli nella casa dei genitori di mia moglie.
Se passate da Pontremoli sarò lieto di ospitarvi alla Trattoria con Giardino da Bacciottini (due c e due t) dove si gustano le migliori frittelle di baccalà d'Italia (forse d'Europa).

Osteria del Giardino - Da Bacciottini. Via Ricci Armani 13 - Pontremoli (MS) tel. 0187.830120

27 aprile 2009

26 aprile 2009

La case history di un blog dedicato a La Repubblica: quando il Web 2.0 porta a risultati concreti.

Chi mi conosce bene sa che da tre anni circa gestisco quotidianamente il blog Pazzo Per Repubblica, dedicato interamente al quotidiano fondato da Eugenio Scalfari.

Da qualche settimana su Pazzo Per Repubblica, io e i miei collaboratori stiamo portando avanti una battaglia per migliorare la grafica del giornale. In particolar modo stiamo facendo le pulci ai grafici sull'impaginazione dei richiami di apertura dell'inserto R2 e de La Domenica di Repubblica.

Giusto una settimana fa lamentavamo gli errori che potevano portare ad un'errata interpretazione di una foto di Marguerite Yourcenar.

Non sappiamo se sia un caso isolato ma oggi abbiamo notato con soddisfazione che i grafici ci hanno ascoltato e hanno raddrizzato il tiro sull'impaginazione dei richiami di prima pagina.

Come potete vedere nella foto qui sotto (cliccatela per ingrandirla) oggi le due foto sono sistemate esattamente di fianco al loro relativo argomento.



Non abbiamo la certezza che i grafici di Repubblica leggono questo blog. Fatto sta che oggi abbiamo vinto una piccola battaglia a dimostrazione che la regola principale del Web 2.0 ha raggiunto il suo obiettivo: dare importanza e credito all'opinione dei lettori.

24 aprile 2009

Il re dei blog.

E' Night Jack.
L'ha scritto La Stampa.

23 aprile 2009

Ma come diavolo si fa?



Ad abbandonare tre (3) figli in una pizzeria?

Io non riesco neanche a pensare a come potrei abbandonare Sofia in una pizzeria.

Eppure, Caterina Remhof e Sascha Schmith ci sono riusciti.

22 aprile 2009

Ecco Google Profiles, l'anti Facebook.



Arriva lo strumento di Social Networking targato Google. Si chiama Google Profiles e nasce con lo scopo di sottrarre utenti a Facebook.

Repubblica.it ne ha parlato oggi.

21 aprile 2009

20 aprile 2009

Idea per fare soldi.

L'idea è venuta al mio amico Francesco Costa, leggete qua:

"Mi è venuta questa idea per un business mica male: io sono troppo pigro per pensare di metterla in piedi o trovare qualcuno che lo faccia, quindi la metto qui e chissà che qualcuno non ci faccia i soldi sul serio. Quello che dovete fare è farvi dare una licenza per aprire un esercizio commerciale dentro un aeroporto, meglio se si tratta di un aeroporto di una località turistica: non serve che abbiate un vero locale, basta solo un banchetto con un tavolo e qualche cassetto. L’offerta si compone di due servizi per i viaggiatori. Primo servizio. Vi sarà certamente capitato di vedere frotte di viaggiatori ai check-in che, ignari dei limiti di peso dei bagagli da imbarcare, si ritrovano costretti a indossare giacche e maglioni per risparmiare peso o a pagare supplementi sproporzionati a causa dei chilogrammi in eccesso. Spesso basterebbe avere uno zainetto vuoto da riempire e portare a bordo come bagaglio a mano per alleggerire il bagaglio principale ed evitare la tassazione. Va bene anche se avete già un bagaglio a mano: per la mia esperienza, sono tutti molto tolleranti sulla regola dell’«un solo bagaglio a mano», se le dimensioni sono accettabili. Qui entra in azione l’impresa, che intercetta i viaggiatori in difficoltà e segnala loro la possibilità di acquistare un semplicissimo zainetto a una cifra contenuta - bastano dieci euro - che varrà la pena spendere pur di evitare di morire di caldo o evitare la supertassa. Il secondo servizio, invece, è il recapito a domicilio dei bagagli che non si possono portare a bordo. Avete mai sbirciato dentro i cestini dei rifiuti accanto ai metal detector? Ogni giorno vengono buttati litri e litri di vini, olii, salse e salsine, prodotti tipici, profumi: tutti liquidi contenuti in recipienti ben più ampi del limite di 100ml. Qui rientra in azione l’impresa, che in cambio di un piccolo balzello prende l’indirizzo dei viaggiatori e si incarica di impacchettare i beni che andrebbero buttati e spedirli il giorno stesso via posta tradizionale a un indirizzo da loro indicato. Anche qui, vanno bene i soliti dieci euro, più le spese di spedizione. Una volta a regime, sarebbero i poliziotti stessi a segnalare l’esistenza del servizio, davanti alla faccia depressa del viaggiatore che non vuole proprio buttare la bottiglia di vino locale o la confettura artigianale fatta dalla mamma. Ci vorrebbero due o tre persone pronte a entrare in azione tra i banchi dell’accettazione e i controlli della polizia, non guasterebbe una distribuzione di volantini informativi all’entrata dell’aeroporto. Il passaparola tra viaggiatori farebbe il resto. Ricordatevi di me, quando ci diventate ricchi."

Francesco Costa.

19 aprile 2009

NEROazzurro.



E' la prima volta che vedo così tanti bianchi impazzire di gioia intorno ad un ragazzo di colore.

Lui è Mario Balotelli e ha appena segnato il gol contro la Juventus a Torino.

18 aprile 2009

Spam Marketing.



Oggi il ministro Renato Brunetta ha spammato mezza blogosfera, me compreso, con questa pubblicità del suo ultimo libro.

Se la ruspa era sicula, la poveretta moriva?



Fonte: http://www.montag.it/blog/

15 aprile 2009

Twitter fa invecchiare Facebook.

Lo dice Anna Masera sul sito della Stampa.

Interessante, da leggere.

I colloqui di lavoro? Adesso si fanno su Facebook.

Leggete qui.

Forme di solidarietà: mangiare e bere abruzzese.

Dal blog Altrimondi di Giorgio Dell'Arti, ho trovato questo:

"Dal Foglio arriva un ottimo consiglio: bisogna mangiare e bere abruzzese. Sempre, ma in questo periodo in particolare. Qui Camillo Langone ci indica quali sono i migliori prodotti regionali e dove trovarli."

3 aprile 2009

La potenza dei blog.



Un paio di settimane fa ho postato un mio commento sull'ultimo libro della Mazzantini.

Oggi per curiosità ho provato a cercare Margaret Mazzantini su Google e guardate cosa ho trovato in prima posizione.

Se poi cercate "margaret mazzantini venuto al mondo" il mio post è addirittuta al terzo posto, dopo il sito ufficiale della Mazzantini e il blog "Libri News".

Tutto organico. Fantastico no?

2 aprile 2009

E' tutto vero.

A che punto è la pubblicità in Italia?



Questa l'ho trovata su Il Mattino di Napoli.

Fate voi.

26 marzo 2009

Il re del Web2 mette in pratica le regole del Web2.

Facebook ha ascoltato i commenti dei suoi utenti che si lamentavano della nuova grafica del sito ed è corso ai ripari.

Ottimo esempio di Web2.

25 marzo 2009

23 marzo 2009

Margaret Mazzantini - Venuto al mondo.



C'è una cosa che mi scatta dentro quando leggo i libri della Mazzantini: che non sia un libro scritto da una donna.

Attenzione, non è una considerazione maschilista.

Voglio dire che le cose raccontate nell'ultimo libro di Margaret Mazzantini Venuto al mondo sono così cattive, così crude e così terrificanti che sembra impossibile nascano dalla penna di una donna.

Eppure è proprio così.

Un montare di cose tristi che ti vien da dire: prima o poi finiranno.

E invece, quando pensi che la tragedia abbia toccato il fondo, scopri che dieci, venti pagine dopo c'è ancora spazio per raschiare il barile, scoprendo cose ancora più tristi.

Ve lo consiglio. Ma ricordatevi di quello che ho scritto sopra.

Geniale (2).



Qui la fonte.

20 marzo 2009

Equivoci.



In quanti andranno nei supermercati a chiedere la colomba Casini?

18 marzo 2009

6 marzo 2009

Cosa ci aspetta?



Ho trovato un articolo inquietante sul sito del Corriere della Sera.

Inizia così:

"Lavorava in Madison Avenue, alla Young&Rubicam, una dei leader mondiali della pubblicità. Ora è qui, alla «Job Fair» di Times Square, a caccia di un lavoro.

Anthony Moore è in fila davanti al banchetto del Dipartimento della Sanità dello Stato di New York. «Finché è durato è stato bello» racconta. «Ma è durato fino al 2006. Poi è cominciata la crisi. L'azienda è scesa da 1500 a a 285 dipendenti. Io ho fatto molti lavori da "free lance". Ho guadagnato quello che serve per sopravvivere a Manhattan: ho una casetta nel Village. Certo, i soldi sono pochi, mia moglie se n'è andata. Ma non ho figli, fin qui ce l'ho fatta. Adesso, però, si fa più dura ». La faccia è sofferta, scavata, ma Anthony non si sente uno sconfitto: «Ho 54 anni, un'età pericolosa, lo so. Ma ne dimostro di meno. E ci sono varie cose che posso fare nel campo della sanità con la mia esperienza di pubblicitario. Bisogna essere pratici: la salute, la cura della persona, è l'industria del futuro. E un datore di lavoro pubblico, di questi tempi, non guasta»."


Il resto dell'articolo lo trovate qui.