20 aprile 2009

Idea per fare soldi.

L'idea è venuta al mio amico Francesco Costa, leggete qua:

"Mi è venuta questa idea per un business mica male: io sono troppo pigro per pensare di metterla in piedi o trovare qualcuno che lo faccia, quindi la metto qui e chissà che qualcuno non ci faccia i soldi sul serio. Quello che dovete fare è farvi dare una licenza per aprire un esercizio commerciale dentro un aeroporto, meglio se si tratta di un aeroporto di una località turistica: non serve che abbiate un vero locale, basta solo un banchetto con un tavolo e qualche cassetto. L’offerta si compone di due servizi per i viaggiatori. Primo servizio. Vi sarà certamente capitato di vedere frotte di viaggiatori ai check-in che, ignari dei limiti di peso dei bagagli da imbarcare, si ritrovano costretti a indossare giacche e maglioni per risparmiare peso o a pagare supplementi sproporzionati a causa dei chilogrammi in eccesso. Spesso basterebbe avere uno zainetto vuoto da riempire e portare a bordo come bagaglio a mano per alleggerire il bagaglio principale ed evitare la tassazione. Va bene anche se avete già un bagaglio a mano: per la mia esperienza, sono tutti molto tolleranti sulla regola dell’«un solo bagaglio a mano», se le dimensioni sono accettabili. Qui entra in azione l’impresa, che intercetta i viaggiatori in difficoltà e segnala loro la possibilità di acquistare un semplicissimo zainetto a una cifra contenuta - bastano dieci euro - che varrà la pena spendere pur di evitare di morire di caldo o evitare la supertassa. Il secondo servizio, invece, è il recapito a domicilio dei bagagli che non si possono portare a bordo. Avete mai sbirciato dentro i cestini dei rifiuti accanto ai metal detector? Ogni giorno vengono buttati litri e litri di vini, olii, salse e salsine, prodotti tipici, profumi: tutti liquidi contenuti in recipienti ben più ampi del limite di 100ml. Qui rientra in azione l’impresa, che in cambio di un piccolo balzello prende l’indirizzo dei viaggiatori e si incarica di impacchettare i beni che andrebbero buttati e spedirli il giorno stesso via posta tradizionale a un indirizzo da loro indicato. Anche qui, vanno bene i soliti dieci euro, più le spese di spedizione. Una volta a regime, sarebbero i poliziotti stessi a segnalare l’esistenza del servizio, davanti alla faccia depressa del viaggiatore che non vuole proprio buttare la bottiglia di vino locale o la confettura artigianale fatta dalla mamma. Ci vorrebbero due o tre persone pronte a entrare in azione tra i banchi dell’accettazione e i controlli della polizia, non guasterebbe una distribuzione di volantini informativi all’entrata dell’aeroporto. Il passaparola tra viaggiatori farebbe il resto. Ricordatevi di me, quando ci diventate ricchi."

Francesco Costa.

7 commenti:

Francesco Biacca ha detto...

l'idea non è male, se non fosse che in parecchi aeroporti ci sono gli uffici postali ;)

ENRICO MARIA PORRO ha detto...

Sì, ma vai alla posta, compra la scatola, impacchetta tutto così che non si rompa, fai la coda… e hai perso l’aereo!

Anonimo ha detto...

io vero grosso problema è che quando ti buttano via le bottiglie hai già passato il primo controllo e non ti fanno più andare indietro a meno che tu non perda un sacco di tempo e ti ritrovi ad aver perso l'aereo.
vedrai che non appena metti in piedi la tua impresa gli aereoporti si faranno molto più fiscali sui controlli.

Anonimo ha detto...

Perche non:)

Anonimo ha detto...

good start

Anonimo ha detto...

Ma che ti sei fumato?? :))

Anonimo ha detto...

Ma, cosa fai per la vita?