19 ottobre 2011

Tutti a comprare il nuovo libro su Daniele Cima.
Non è un ordine, è un consiglio.

L'uscita di un nuovo libro, qualsiasi libro, è sempre una bella notizia.
Se poi il libro parla di Daniele Cima, probabilmente il più bravo art director italiano vivente, è una gioia infinita.

E vi prego di non pensare che questo post sia una pratica di adulazione nei confronti di Daniele.
Daniele stesso sa che non lo è. Chiedeteglielo se lo conoscete. E se non lo conoscete, fidatevi.

Ho sempre stimato Daniele fin da quando ho iniziato a fare il mestiere di art director, ai tempi lui era direttore creativo alla Pubblimarket, agenzia emergente dell'epoca, che schierava tra le sue fila gente come Renata Prevost, Elio Bronzino, Felix Humm, Pierluigi Barbieri, Silvia Erzegovesi, Pierluigi Bachi e altri. Non me ne vogliano i non menzionati in questo post.

Ho conosciuto personalmente Daniele quando lui era direttore cretativo alla J. W. Thompson, nella gloriosa sede di via Durini al numero 1. Fu un colloquio devastante, nel senso positivo del termine. Gli chiesi: "Daniele, sto per sposarmi, dici che questo che faccio potrà essere il mestiere che farò per tutta la vita?". E lui rispose: "Secondo me sì". Aveva più o meno indovinato.

Il libro si chiama semplicemente  Daniele Cima Art Director e ripercorre i suoi 40 anni di professione. E' un volume che contiene i lavori pubblicitari di Daniele più noti e premiati, ma anche quelli più recenti e meno conosciuti o, seppur conosciuti, non notoriamente attribuiti a lui.


Ma la vera sorpresa del libro è una serie di opere – tutte rigorosamente su carta, di carta e per la carta – d’arte, di graphic design, type design, packaging, e grafica d’autore che Daniele ha sviluppato e portato avanti in parallelo in questi anni per buona parte del suo percorso artistico.

E come spiega l'editore del libro nel comunicato stampa: "queste due anime di Daniele si incontrano, si contaminano, si ispirano a vicenda, regalando alla definizione “art direction” una dimensione molto più ampia e sfaccettata, della quale la stessa veste grafica del volume è un ottimo esempio."

Il volume (38,00 € ) è ordinabile per e-mail a chimera.editore@tiscali.it (spese di spedizione a carico dell'editore).

Il formato è 24,8 x 27,5 cm, 216 pagine,178 immagini.

Buona lettura. Anzi, buona visione.

Update: pubblico un commento che è arrivato in calce a questo post:
Tra i creativi della Pubblimarket ti sei dimenticato di Daniele Ravenna, che come copy bagnava il naso a tutti, e il suo art. Se non ricordo male, si chiama Moschin o Moschini.
Tutt'e due amavano regalarsi due o tre mesi all'anno per fare grandi viaggi.
Mi scuso con Daniele Ravenna e con il suo art, che creo si chiamasse Moschini. Del resto sapevo che avrei dimenticato qualcuno...

Update 2:  mi comunicano che Silvia Erzegovesi non ha nulla a che fare con la Pubblicmarket: ha lavorato sì con Daniele Cima, ma anni dopo in Troost C.E. Mi sono dimenticato invece del vero copywriter che lavorava con Pierluigi Bachi che si chiamava Sandra Del Borgo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Tra i creativi della Pubblimarket ti sei dimenticato di Daniele Ravenna, che come copy bagnava il naso a tutti,
e il suo art. Se non ricordo male, si chiama Moschin o Moschini.
Tutt'e due amavano regalarsi due o tre mesi all'anno per fare grandi viaggi.

Enrico Maria Porro ha detto...

sapevo che avrei dimenticato qualcuno... grazie.