20 settembre 2006

Niki Grauso: le mani su Milano.


Chi lavora nel mondo della comunicazione e del marketing conoscerà certamente Niki Grauso e le sue gesta. Grauso salì alla ribalta della cronaca qualche anno fa quando nella sua Cagliari diede vita a Video On Line, probabilmente il primo internet provider d'Italia. Anni dopo Grauso vendette la licenza di Video On Line a Renato Soru che trasformò la bella idea di Grauso in un'idea ancora più affascinante: Tiscali. Grauso è ricordato anche per le sue "marachelle" relative ai domini internet: acquistò per una cifra allora modestissima, una lunga serie di domini internet .com e .it per poi rivenderli a cifre esorbitanti. Il genio di Nichi Grauso adesso sbarca a Milano grazie alla sua nuova iniziativa editoriale chiamata EPolis che ha dato vita negli ultimi mesi alla nascita di una serie di quotidiani free-press in Sardegna e nel nord Italia. Il nuovo quotidiano milanese (in edicola dal 28 settembre a 50 centesimi e free-press nelle metropolitane) si chiamerà EPolis Milano. Un solo appunto, caro Grauso: non era forse meglio chiamarlo semplicemente Milano o Il Milano (come gli altri giornali del network EPolis?) . Il nome EPolis Milano oltre che essere un nome lontano dal mondo dei quotidiani, mi sembra di scarso appeal. La grafica, però, per quel poco che ho potuto vedere, mi sembra innovativa, e questo è sicuramente un punto a favore di Grauso, vista la mediocrità che c'è in giro. Alla fine, però, rimane un interrogativo: c'era proprio bisogno di un altro quotidiano a Milano?

2 commenti:

federico rubagotti ha detto...

Io direi di sì.
Semplicemente il free-press milanese è di scarso appeal per una persona un minimo acculturata.

Leggo è del pessimo gossip travestito da giornale.
Metro e City sono interessanti ma le notizie sono sterili e telegrafiche, non c'è approfondimento.

EPolis è una via di mezzo, è un freepress con notizie approfondite, è molto dettagliato e interessante.

Da lettore occasionale di IlBrescia non posso che essere contento di poter leggere tutti i giorni il nuovo giornale sperando che sia diffuso anche a lambrate RFI o greco pirelli RFI.

La grafica e l'impaginazione del giornale è molto piacevole.

Marsh ha detto...

Un errore non da poco: Nichi grauso non vendette a Soru, ma alla telecom. Soru partì quasi da zero vendendo carte prepagate per la telefonia fissa. Grauso fu effettivamente il primo provider italiano. Ho ancora ancora i floppy disk rosa-verde di video online allegati con l'unione sarda :)

@rubagotti.
La free press è nata e studiata per essere consumata in qualche fermata di metro. Il target è dichiaratamente composto da persone che non vogliono/possono investire più di un certo tempo della loro giornata nella lettura dei quotidiani. Lamentarsi della scarsa qualità di questi circuiti è un po' come lamentarsi del fatto che le alpenliebe non saziano