18 settembre 2010

Il nuovo logo della città di Roma.



A me non piace. E a voi?

Vi lascio meditare per tutto il weekend.

15 settembre 2010

Gatorade ricorre ai Social Network per monitorare la web reputation.



Quando ho iniziato a fare questo lavoro, qualche annetto fa, ricordo che d'estate le pagine dei giornali sportivi erano tappezzate quotidianamente dalle campagne pubblicitarie di Gatorade con testimonials i vip del mondo dello sport.

Adesso i tempi sono cambiati. Leggete di seguito quanto riporta il sito Affari Italiani:

Pepsi punta sui social media per incrementare le vendite della bevanda Gatorade, da tre anni in calo. Per centrare l'obiettivo e strappare il dominio a Powerade (Coca Cola), il gruppo ha creato "Mission Control", un team che monitora 24 ore su 24 i post lasciati dagli utenti sulle pagine di Facebook, Twitter e altri siti. L'intento è capire come si parla sul web del prodotto mettendo così a punto strategie promozionali mirate.

3 settembre 2010

L'importanza del packaging.



Ho trovato un post interessante sul blog di Cristina Mariani. Ve lo ripropongo integralmente.

Riposizionare la carota? Sì, con il packaging

Si sa che i bambini non amano molto le verdure, eppure fanno bene. Ecco la brillante idea di un gruppo di agricoltori americani che si sono associati per creare un nuovo sistema per vendere le loro salubri carotine.

Anzichè insistere sul fatto che le carote sono nutrienti, fanno bene, ecc., la nuova confezione richiama quella delle patatine e degli snack: anche il sottotitolo "Eat them like junk food" (mangiale come il cibo-spazzatura) richiama esplicitamente le schifezze varie che i bambini amano tanto.

Questi sacchetti sono distribuiti nei distributori automatici collocati nelle scuole; anche da noi ho visto a volte dei cibi freschi (mele, uva) distribuiti in questo modo, ma sempre in tristissime e anonime confezioni trasparenti.

Con la soluzione qui presentata, invece, il ragazzino non teme di essere preso in giro dagli amici se viene "beccato" a mangiar sano: il sacchetto si camuffa benissimo in mezzo a quelli degli altri snack.

Riposizionare la carota da cibo sano a " simil- junk food" potrebbe essere ciò che fa decollare le vendite, e per far ciò la confezione è assolutamente indispensabile.

Insomma, il packaging è un'arma vincente (e spesso sottovalutata) per comunicare al meglio con il cliente; per far ciò, è utile conoscere bene il cliente-tipo a cui ci rivolgiamo (la buyer persona) e adeguare la confezione ai suoi gusti, desideri, abitudini.

Una delle molte conseguenze è che, se abbiamo diversi clienti-tipo, potrebbe essere necessario proporre confezioni diverse ad ognuno di esse.

Ancora una volta, quando dobbiamo prendere una decizione sul prodotto, pensiamo non tanto al prodotto quanto al cliente a cui lo vogliamo vendere.

31 agosto 2010

28 luglio 2010

Il manouse.



Ovviamente si pronuncia manaus ed è una via di mezzo tra una mano e un mouse.

E' la nuova idea di Steve Jobs.

21 luglio 2010

Tipico caso di Social Media Marketing.



Visto su FriendFeed.

E dedicato a quelli che ancora non credono che un certo tipo di comunicazione ormai si fa solo in rete.

19 luglio 2010

Il fascino del Premio Bancarella.



Lo scorso fine settimana sono stato a Pontremoli, paese natale di mia moglie, per assistere all'affascinante Premio Bancarella, il cui manifesto (sopra) è stato affidato quest'anno all'illustratore ligure Alberto Rebori.

Il premio se l'è aggiudicato la scrittrice americana Elizabeth Strout con il libro Olive Kitteridge.

Pontremoli è uno degli ultimi posti in Italia in cui nel corso principale vengono affisse le prime pagine de l'Unità, dentro alla tradizionale bacheca con la griglia.

Ecco il reportage fotografico di ciò che ho appena scritto.

(dall'alto in basso)


Panorama di Pontremoli, le caratteristiche bancarelle con il campanone di Pontremoli sullo sfondo, idem come sopra, fervono i preparativi per la sera, il palco della manifestazione e le copie dell'Unità di cui parlavo prima.












13 luglio 2010

Chiude Desmoblog, il blog della Ducati.



Probabilmente il miglior blog aziendale in circolazione.

Un duro colpo per noi sostenitori accaniti dello strumento blog per la crescita delle aziende.

I motivi della chiusura? Vogliono concentrarsi su Facebook perchè sostengono che la gente, in questo momento, sia tutta lì.

Tesi discutibile che mi trova d'accordo con quanto espresso da Luca Sartoni:

Nessuna distilleria cerca di attirare le persone dentro la fabbrica per vendere loro la birra.

Preferisce giustamente portare la birra dentro la discoteca e venderla agli avventori accaldati.

Ma nessuna azienda che produce birra dovrebbe lasciarsi ammaliare dal frastuono della discoteca, chiudere la distilleria e pensare di avere qualche chance fingendosi Tony Manero.

9 luglio 2010

5 luglio 2010

Vuvuzela.



L'idea è carina. Anche se il gesto di distruggere una Vuvuzela si porta dietro inevitabilmente delle sensazioni negative.

Advertising Agency: JWT Brussels, Belgium
Creative Director: Jean-Luc Walraff
Art Director: Cédric Minot
Copywriter: Jurgen Verbiest
Photographer: Antoine Melis

2 luglio 2010

Eric Hanson.

Ieri mi ha scritto Eric Hanson, un bravo illustratore di cui vi propongo tre lavori.

Secondo me è un Picasso dei giorni nostri.

Se Eric vi ha incuriositi:

Qua c'è il sito.

Qua c'è il blog.




25 giugno 2010

Mi ha scritto il Direttore Marketing della Granarolo.



Vi ricordate il post del 15 giugno relativo alla mia visita presso una delle aziende Granarolo?

Oggi ho ricevuto una lettera di chiarimento da parte di Corrado Cosi, 
Direttore comunicazione e marketing della Granarolo S.p.A.



Ecco il testo della lettera:

Nelle ultime due settimane abbiamo letto in rete molti commenti a proposito della nostra azienda e dei contenuti del documentario “Padania al verde” (andato in onda su Raidue- Annozero del 9 giugno 2010). Fino ad oggi non siamo intervenuti nelle conversazioni perché, convinti delle nostre ragioni, ritenevamo doveroso che fossero gli autori del servizio giornalistico a fornire un chiarimento. 
Quel chiarimento è finalmente pervenuto: la redazione di Annozero giovedì 24 giugno (due settimane dopo la trasmissione) ha pubblicato sul proprio sito web (www.annozero.rai.it) un comunicato che dà atto della totale estraneità di Granarolo alle suggestioni create dal filmato.
Riporto di seguito al testo integrale, lasciando a chi legge ogni altro commento

.
Corrado Cosi

Direttore comunicazione e marketing Granarolo S.p.A.



Dalla Redazione di Annozero (www.annozero.rai.it)
“A seguito della messa in onda del documentario “Padania al verde” riteniamo importante precisare che tra i prodotti da noi messi in discussione non c’era il latte fresco alta qualità Granarolo, che ci risulta di ottima qualità e del quale non abbiamo mai detto che venga importato dall’estero. 
Più in generale, dal nostro reportage, non emergono motivi di preoccupazione per il latte venduto come fresco in Italia. Il nostro documentario ha riguardato anche il latte a lunga conservazione (latte UHT) proveniente prevalentemente dall’estero. Il latte da noi campionato, contro quanto previsto dalla legge, è risultato composto in misura rilevante da latte in polvere rigenerato, ma tra i campioni di latte UHT da noi analizzati non c’erano prodotti Granarolo.
La tesi del nostro documentario è che in Europa non esistono controlli efficaci per garantire, sia all’industria sia al consumatore, che non venga spacciato latte in polvere come latte puro.”



E questa che vedete qui sotto è la pagina realizzata dalla Granarolo e apparsa su diversi quotidiani per comunicare la rettifica di Annozero sulla vicenda.

La moda delle infografiche.

La moda delle infografiche sta prendendo piede in tutti i quotidiani e siti internet di informazione.

Guardate per esempio cosa hanno fatto quelli del quotidiano spagnolo Marca. Davvero strabiliante.



Questo calendario interattivo sta spopolando nella blogosfera. Prendiamo in prestito le parole con cui lo presenta Il Giornalaio:

Semplicità di utilizzo e possibilità di avere tutta l’informazione necessaria integrata in una sola pagina, fanno del calendario dei mondiali del quotidiano sportivo spagnolo “Marca” un buon esempio di utilizzo dell’infografica e delle possibilità di interattività offerte dal web.

E che dire poi di questi altri geni de La Prensa Grafica?



Di infografiche ne parla anche Il Post di Luca Sofri in un interessante articolo.

Se l'argomento vi ha incuriosito, vi consiglio di dare un'occhiata a questo blog.

21 giugno 2010

Il più bravo art director d'Italia.

Volete sapere chi è?

E' Daniele Cima. E non credo di scoprire l'acqua calda.

(di seguito una selezione di suoi lavori)





















15 giugno 2010

Granarolo: una reazione ad Alta Qualità.



Preambolo: io raramente vedo la televisione di questi tempi, ogni tanto Fazio, ogni tanto Zelig, quasi mai la Dandini etc... La televisione è dominio di mia moglie e di mia figlia, le quote rosa di casa. Di conseguenza mi sono (anche) perso l'ultima puntata di Annozero. Capirete dopo perchè vi ho parlato di questo.

Su Repubblica di venerdì c'era una pagina intera della Granarolo in cui l'azienda invitava i consumatori a far visita ai vari stabilimenti per vedere e toccare con mano il processo di produzione dei loro prodotti e in particolare della fili era del latte. Ne ho parlato alle quote rosa e la risposta è stata entusiasta: andiamo!

Località Pasturago di Vernate, non lontano da Milano, dove c'è il più grande stabilimento della Granarolo del nord Italia. Non sapevo che la Granarolo avesse acquistato anche la YOMO. Sapevo dell'acquisto della Centrale del latte di Milano, ma della YOMO no. Insomma, una superpotenza.



Ci infiliamo dei camici e delle cuffiette sterili e iniziamo il giro dello stabilimento accompagnati dal direttore e da un paio di dirigenti (qui sotto una compiaciuta posa di mia figlia Sofia).



Ci mostrano l'arrivo delle autocisterne degli allevatori (che sono anch'essi soci della Granarolo), i vari controlli sul prodotto, il lavaggio delle autocisterne pronte a ripartire verso nuove stalle di produzione del latte.





La visita continua con il magazzino centrale e con le celle frigorifere dove viene conservata la frutta surgelata, che servirà poi per fare gli yogurt alla frutta, la produzione degli stessi yogurt e il relativo invasettamento.



Io chiedo ad un dirigente come mai la YOMO non produce più una squisitezza degli anni 90: lo yogurt Alleluia, di cui andavo matto. Mi rispondono che l'Alleluia è stato sostituito da un prodotto simile e altrettanto buono a marchio Granarolo chiamato Goloso. Lo proverò.

Passiamo all'imbottigliamento del latte, prima quello a lunga conservazione e poi quello fresco di Alta Qualità, quello che solitamente consumiamo a casa. Al termine del giro ci regalano un sacchetto di stoffa pieno zeppo di prodotti Granarolo e YOMO (sotto).



Ma l'ultima tappa è quella con i responsabili dell'Ufficio Qualità che ci spiegano come sia importante l'assaggio finale dei prodotti.

Ed ecco che faccio la domanda che avevo in serbo da un'oretta (quant'è durata la visita allo stabilimento), chiedo: "Come mai avete deciso di aprirvi così al consumatore, invitandolo in casa vostra a curiosare su come nascono i vostri prodotti?". Ed ecco che una delle dottoresse del Servizio Qualità ci svela l'arcano. O almeno lo svela a noi, che non sapevamo nulla: "Lei immagino non abbia visto la puntata di mercoledì di Annozero in cui la Granarolo è stata diffamata pubblicamente da un servizio andato in cui si sosteneva che parte del latte che arriva in questo stabilimento è latte in polvere".

Adesso capisco ogni cosa: la trasparenza prima di tutto. Complimenti quindi alla tempestività con cui l'azienda bolognese ha organizzato questa specie di Porte Aperte alla Granarolo, alla quale, tra l'altro, hanno partecipato centinaia di persone.

Non ho visto la puntata di Annozero, proverò a cercarla sulla rete per completezza dell'informazione, e quindi non posso dire dove stia esattamente la verità. Posso però dire che la trasparenza e la facilità con cui la Granarolo ha accolto i suoi consumatori (tra cui sicuramente anche molti spettatori dell'ultima puntata di Annozero) mi ha colpito positivamente. Molte aziende si sarebbero chiuse a riccio pensando solamente a far partire querele e denunce.

10 giugno 2010

7 giugno 2010

Pubblicità, su iPad è meglio?



Una analisi pubblicata da Associated Press suggerisce il fatto che le pubblicità su iPad vengano pagate 5 volte tanto rispetto ad un omologo spazio su un tradizionale sito Web. Secondo AP con il tempo gli editori svuoteranno la rete per riempire i tablet.

Prosegue qui.

31 maggio 2010

W il cartaceo.


Ecco un coraggioso tentativo di campagna a favore delle notizie su carta.