31 marzo 2006

"Mister Ullman? Sono Jack Torrance."


Questa mattina davanti all'edicola sono andato a sbattere contro il faccione assatanato di Jack Nicholson alias Jack Torrance protagonista di Shining (dvd in vendita con Panorama). E così, risalito in macchina, ho spento la radio e mi sono messo a pensare alle sequenze più belle di quel capolavoro di Kubrick. Vi sembrerà strano ma la scena che più mi piace del film non è la solita di lui che distrugge la porta del bagno con l'ascia, troppo banale, bensì una delle primissime scene subito dopo i titoli di testa quando lui arriva per la prima volta all'Overlook Hotel e si presenta al direttore dell'albergo dicendo "Mister Ullman? Sono Jack Torrance." e lo dice con una voce da agnellino che mai penseresti possa trasformarsi nel mostro che diventa a circa metà film. Capolavoro. Tra i cinque film che porterei sulla luna.

Yellow Submarines a Milano.




Ieri Milano era invasa da spagnoli vestiti di giallo. Erano i tifosi del Villarreal ( li chiamano los Yellow Submarines) venuti a seguire la squadra in trasferta a San Siro contro l'Inter per i quarti di Champions League. Ho fatto amicizia con tre ragazzi in piazza della Scala (nella terza foto sono con due di loro) e mi sono messo a conversare in spagnolo, sfoderando ciò che mi è rimasto della lingua che da bambino parlavo perfettamente, e a fare considerazioni e commenti sulla partita. Da buon interista sfiduciato ho tentato un esperimento coi ragazzi: mi sono finto tifoso milanista e quindi, di conseguenza, tifoso del Villarreal, per vedere se riuscivo a portare un po' di "malasuerte" agli Yellow Submarines. La cosa è riuscita solo in parte nel senso che la partita l'abbiamo vinta noi, ma loro hanno segnato un gol importantissimo dopo soli 45 secondi di gioco. Hasta luego, Yellow Submarines.

29 marzo 2006

Il fioretto settimanale.


Oggi sono stato a Monza da papà per il consueto fioretto settimanale che consiste nell'andare a casa sua, stare un po' con lui e con la sua seconda moglie Nuccia, fargli il bagno (non sempre), andare al supermercato a fargli la spesa (sempre), in farmacia e dal macellaio sotto casa. Nella foto le tre liste della spesa preparate da papà a testimonianza della sua maniacalità nel fare le cose più semplici. I fogliettini sono dei perfetti "brief" grazie ai quali è imposssibile sbagliare a comprare i prodotti richiesti.

27 marzo 2006

Tiengo dos revolucionarios en el corazon: Maradona y Che Guevara.


La mia carissima amica Laura è stata in Argentina per lavoro e mi ha portato, oltre ad una copia de La Nacion, la splendida maglietta che vedete nella foto. In Italia, forse in Europa (sicuramente in Lombardia) siamo solamente io e lei ad averla.

26 marzo 2006

Tre icone della mia infanzia.




Oggi siamo partiti con l'idea di andare a trovare mia sorella Anna a Merate ma arrivati là abbiamo scoperto che non c'era. Così siamo andati a fare un giro, prima a Merate e poi a Sartirana, una piccola frazione di Merate dove c'è un incantevole laghetto. Siccome sia a Monica che a Sofia scappava forte la pipì siamo andati a cercare un bar in paese e dopo una bella rampicata abbiamo trovato un bar d'altri tempi con biliardo e vecchietti davanti alla tele a vedere un "film d'azione". C'era anche un calcio balilla (prima icona) e abbiamo fatto una partita donne contro uomini e le ho stracciate. C'era anche una vetrinetta piena zeppa di bottigliette mignon di liquori (seconda icona). Abbiamo preso spuma nera e aranciata. Fuori dal bar siamo entrati nell'affascinante chiesetta parrocchiale scoprendo alle pareti un quadro di Papa Giovanni XXIII ( terza icona). Bella gita.

25 marzo 2006

Mamma: questa gonna fa molto look.


Che Sofia fosse una bimba sveglia lo sapevamo già. Ma che stamattina, provandosi dei vecchi vestiti si mettesse a dire a sua mamma la frase "Mamma, questa gonna fa molto look", nessuno se lo aspettava. Chissà a 15 anni cosa dirà.

23 marzo 2006

La fantastica storia di "Vati und Mama" in vacanza a Milano.


Una cosa che amo moltissimo fare è osservare la gente. Specialmente quella seduta ai tavolini dei bar all'aperto. Se poi sono coppie, e possibilmente coppie straniere, la cosa assume connotati voyeuristici estremi. Sarò un pazzo, sarò un maniaco, ma mi piace. Per esempio, ieri passeggiavo in piazza Duomo a Milano e osservavo la gente seduta al bar che c'è proprio davanti all'ingresso della Galleria Vittorio Emanuele. Grazie allo zoom della mia macchinetta digitale posso scattare foto senza essere visto dal soggetto e così mi sono scatenato. Guardate per esempio la coppia di tedeschi nella foto: non sono bellissimi? Starei ore a vederli. Guardate lui. Non vi ricorda Harrison Ford? E lei? La classica "tedescotta". Proviamo a inventarci la loro storia. L'unica certezza che abbiamo è che sono tedeschi, lo si capisce dal giornale che sfoglia lui. Di Amburgo? Di Monaco di Baviera? Di Hannover? Secondo me sono di Stoccarda, anzi, di Stuttgart. Hanno all'incirca 55 anni, due figli, maschio e femmina, intorno alla ventina e lui lavora nella finanza (legge con attenzione le pagine finanziarie del giornale). Lei potrebbe essere casalinga, ma con una colf che le fa tutto in casa. Economicamente stanno bene e non solo perchè sono seduti ai tavolini del bar più caro di Milano, ma perchè per venire in vacanza a metà marzo in Italia (si presume siano in vacanza) qualche soldino ce l'hanno. Chissà mai che uno dei loro due figli (magari la femmina) una sera navigando nella rete, finisca per caso sul mio blog e scopra la foto di mamma e papà, di Vati und Mama, come direbbe lei. A quel punto può anche essere che la ragazza di Stuttgart mi denunci per violazione della privacy. Se capitasse a me, ci farei una bella risata e cercherei di tradurre quello che "questo blogger impazzito" ha voluto scrivere sui miei genitori. Ancora una considerazione su questa foto: mi ha ricordato le vacanze che io e Monica facevamo prima che nascesse Sofia. E parlo di quelle vacanze spensierate e rilassanti in giro per l'Europa quando anche noi ci siedevamo ai tavolini delle piazze di Lisbona, Praga, Vienna, Madrid, Barcellona, Roma, Zagabria, Marsiglia, Parigi. Bei tempi. Ma non ditelo a Sofia.

Le donne di Modi e quelle di Sofy.


Amedeo Modigliani disegnava le donne con il collo lungo. Sofia Porro le disegna con le braccia lunghissime. Secondo me, due geni. Ma io sono di parte.

22 marzo 2006

Il mio grosso grasso frigorifero greco.


Domenica scorsa, prima di andare a dormire, Monica ha aperto il frigorifero e ha detto: "Che desolazione!". E così stamattina avevo due ore libere e sono andato alla Coop di Vignate a fare scorta. Erano mesi che non si vedeva un frigorifero così gonfio di proteine. Alla faccia della dieta. Mia e di Monica. E di Sofia, che proprio magra non è.

21 marzo 2006

Il segno della Cruz.



Finalmente siamo riusciti a vedere il film "Non ti muovere" di e con Sergio Castellitto tratto dal romanzo di sua moglie Margaret Mazzantini. Lo hanno dato in tivù. Il libro mi era piaciuto ma era stata una legnata. Il film è una legnata ancora più forte, soprattutto grazie all'interpretazione strepitosa dell'irriconoscibile Penelope Cruz. Bravo anche Castellitto. Come attore già si sapeva, come regista ce lo ha dimostrato. La prima mezz'ora di visione del film è stata travagliata perché, essendo un film col "bollone rosso", abbiamo faticato a tenere a bada Sofia che poi, finalmente, ha preso sonno.

19 marzo 2006

Tanti auguri a me.



Oggi ho compiuto 43 anni. Tra i regali che mi sono arrivati ci sono i due libri della foto: "La bestia nel cuore" di Cristina Comencini e "Middlesex" di Jeffrey Eugenides. Monica mi ha regalato una maglietta celeste di Sergio Tacchini.

18 marzo 2006

La magia dei fuochi d'artificio.




Alzi la mano chi non ama i fuochi d'artificio. Io una l'ho trovata. E' mia figlia Sofia. Non li ha mai amati e, credo, mai li amerà. Sarà che quando aveva nemmeno poco più di un anno l'abbiamo portata a Brugherio a vedere lo spettacolo pirotecnico per la festa del patrono e da lì non si è più ripresa. Fatto sta che stasera dal nostro balcone abbiamo visto i fuochi di San Giuseppe e Sofia, ovviamente, era in casa a vedere la tivù. De gustibus.

17 marzo 2006

Ex Point.




Oggi sono tornato in Corso Buenos Aires per vedere i resti della guerriglia urbana di sabato scorso. Ci sono ancora i segni dell'asfalto bruciato in mezzo alla strada, le vetrine del Mc Donald's sono ancora inagibili (come documenta la terza foto) ma la cosa che più mi ha colpito è la devastazione totale dell'An Point che come vedete dalle prime due foto ha subito un'aggressione barbarica che non ha giustificazioni. Ho parlato col titolare del negozio proprio di fianco all'An Point e la sua testimonianza è di uno che si è veramente spaventato tanto. Lui lo hanno lasciato stare perchè il suo esercizio commerciale è stato catalogato come "non global".

Il caimano sta arrivando.


Spuntano come funghi a Milano i manifesti dell'ultimo film di Nanni Moretti, "Il caimano". Si vocifera da più parti che il titolo sia riferito al nostro illustrissimo presidente del consiglio. Non a caso Moretti ha voluto che il protagonista della pellicola fosse Silvio Orlando. Un caso?

15 marzo 2006

Il (primo) fidanzato di Sofia.


Nella foto vedete Sofia con il suo amichetto del cuore Davide. Ovviamente è un gioco, però, credetemi, gli sguardi che si scambiano appena si vedono la mattina all'asilo sono veramente intensi. E dicono di volersi un casino di bene.

Staffetta letteraria.


Ho terminato la lettura di "Un dolce odore di morte" di Guillermo Arriaga e ho iniziato quella di "Caos calmo"di Sandro Veronesi.

13 marzo 2006

Le giostre e lo zucchero filato.


A Cernusco sul Naviglio, in previsione della festa di San Giuseppe, sono arrivate le giostre. E con le giostre è arrivato lo zucchero filato, la passione di Sofia. E mia, di quando avevo la sua età.

Acquisto di giornata.


Sabato scorso alla Feltrinelli di Corso Buenos Aires, oltre al rischio di essere malmenato dai facinorosi, ho acquistato "L'uomo autografo" secondo libro della scrittrice Zadie Smith. Al solito, si accettano consigli e commenti da chi l'ha già letto.

Corso Buenos Aires : una tranquilla mattinata di paura.




Back to the seventies. Quando si dice il destino. Sabato mattina eravamo tentati di andare a farci una gita sul lago Maggiore, ma Sofia ha insistito così tanto che voleva andare a Milano a sfogliare i libricini e poi ai giardinetti di via Palestro. E così siamo piombati in Corso Buenos Aires proprio nel bel mezzo della guerriglia urbana. Fortunatamente la parte più violenta doveva ancora venire e così siamo riusciti ad infilarci dentro alla Feltrinelli e ci siamo rimasti per un'ora abbondante. Nella prima foto vedete Sofia, ignara di tutto, che sfoglia i libricini mentre sopra di noi impazzava la guerriglia. La seconda foto l'ho scattata quando siamo riemersi in Corso Buenos Aires e ormai il corteo era scivolato verso Porta Venezia. Nella terza foto Sofia e Monica alle prese con gli hamburger di Burger King, proprio mentre altre mogli e altri figlie vivevano attimi di terrore nel Mc Donald's più avanti attaccato dai black blok incappucciati.

10 marzo 2006

Linus e Radio Deejay: ho cambiato idea.


Non sono mai stato un patito di Radio Deejay.Anzi confesso che Linus e suo fratello Albertino all'inizio mi stavano anche un po' sulle palle, per dirla tutta. C'è stato un periodo, però, in cui ascoltavo spesso Deejay in macchina tutte le mattine per andare a lavorare a Milano. Sentivo La Pina e Fabio Volo e, ogni tanto, Linus e Nicola Savino. Ma non ci ho mai fatto una malattia. Adesso però ho scoperto che il programma di Linus e Nicola "Deejay chiama Italia" oltre che un programma radiofonico è diventato anche un progrmma "cult " della tivù in onda le mattine feriali su All Music. L'idea è venuta a Linus che ha fatto mettere cinque o sei telecamere in sala di registrazione e ha trasformato la trasmissione in una sorta di Grande Fratello, più bello e più intelligente, dove gli autori, il regista, i collaboratori e gli ospiti vengono ripresi anche fuori onda. E sono proprio i "fuori onda" il meglio di quest'idea. Linus mi è diventato sorprendentemente simpatico e anche Nicola Savino, soprattutto quando ho scoperto che è pure interista. Insomma mi sono appassionato e adesso al mattino me li registro per voi vedermeli di sera tardi quando Monica e Sofia dormono e a casa c'è la quiete dopo la tempesta.